lunedì 19 ottobre 2015

sabato 17 ottobre 2015

Lo Sterminio dei Palestinesi

In Palestina sta per cominciare, o forse è già iniziata, la terza Intifada. Intifada significa rivolta. La giornata di ieri è stata dichiarata “Il venerdi dell’ira” contro Israele. I quotidiani, i telegiornali, le trasmissioni di approfondimento, si ostinano a chiamare quanto accade in medio oriente come “il conflitto Israelo-Palestinese”. Ai cittadini palestinesi vengono negati i più elementari diritti, vengono occupate le loro terre, distrutte le loro case, viene impedito di lavorare, spostarsi, viaggiare, studiare, in molti casi persino di avere la linea elettrica in casa, l’acqua corrente. Inoltre, dal 1948 ad oggi, il numero di vittime degli scontri è stimabile in una proporzione di 1 israeliano ogni 10 palestinesi. Negli ultimi anni però, la forbice si è allargata a dismisura. Negli attacchi israeliani del dicembre 2008/gennaio 2009, ad esempio, il numero di vittime palestinesi è stato di circa 800, il numero di vittime israeliane di 11. La violenza genera violenza. Continuare a parlare di conflitto, o guerra, è ipocrita e falso. Si tratta di sterminio programmato.

giovedì 8 ottobre 2015

L’Italia è in guerra


Ancora una volta, subdolamente, l’Italia si appresta a bombardare un paese straniero senza chiedere il permesso al parlamento, e, in definitiva, ai suoi cittadini. A cosa serva la sua Costituzione e il suo articolo 11, è un mistero. A cosa serva la rappresentanza politica è invece una certezza, in questa pittoresca nazione. Giochi di potere. L’Isis è solo l’ennesima pedina nello scontro tra blocco occidentale e blocco orientale, la scusa pronta per facili ingerenze in stati-cardine per il controllo delle materie prime e dei traffici commerciali. Uomini, donne e bambini, vittime di queste scellerate decisioni, diventano solo numeri. I cittadini italiani, come in tante altre occasioni, sono complici silenziosi.

Pensiero #20

Il saluto sorridente di un anziano e sconosciuto signore che mi incrocia nel parco mentre corro. Alza la mano, mi guarda negli occhi. Una delle cose migliori capitatemi quest’anno. Mi accontento di poco o pretendo l’impossibile?