giovedì 8 marzo 2012

Dalla parte dei Valsusini


Un grido riecheggia dal monte alla valle
Smettete la follia, non rompeteci le palle
Andate via ruspe, via gli agenti armati
Siete solo sordi oppure siete matti?
Sventrare una montagna per far passare un treno
Per trasportare merci che nessuno ha chiesto è osceno
Osceno e dispendioso se, il conto è presto fatto
Non facendola l'Italia uscirebbe dal ricatto
Di un domani di ignoranza, fame e malattia
Visto che per il Tav si taglian fino alla follia
I fondi per la scuola, la salute, le pensioni
i soldi alla ricerca e alle nuove generazioni 
Lo sanno tutti quanti, anche le mie zie
Che cazzo me ne frega di andare sino a Kiev?
Ora prendo il treno e da Torino vado in Russia
Dove un dì fischiava il vento ed ora più non soffia
Vado a salutare il novello dittatore
Che grazie a truffe e brogli si proclama vincitore
Piange, il coccodrillo, piange e non dispera
Alla faccia di chi ancora nella giustizia spera
Forse qui in Italia lo si vuol solo emulare
Abolendo libertà ed il diritto basilare
Di essere ascoltati da chi ci rappresenta
Che ormai non si accontenta di mangiare la polenta
Ma vuol tutto per se, miliardi ed il futuro
Che per quelli su in Val Susa non è mai stato tanto scuro
Però sono convinto che la loro Resistenza (erre maiuscola)
Riscatti in qualche modo alcuni gesti di violenza
Dettati dalla rabbia e da disperazione
Di chi crede che la vita sia delle persone
E non di ricche banche o di imprese chicchessia
Procurade e moderare
Barones sa tirannia

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