mercoledì 18 aprile 2012

Se una rondine non fa primavera, figuriamoci una trota


“Pulizie di primavera”
Grida l’occhialetto rosso
Una scopa ce l’ha in mano
L’altra…
“Cos’è stato!?”, esclama Umberto
Chiedi al popolo padano
Ora anche il Trota trotta svelto.
Dicon che comprò il diploma
e da li poi puntò a Roma
ma la trionfal natata
si trasforma in silurata
è così che Mauro Rosi
pare a causa degli abusi
fatti ad arte con la cassa
che ora il vertice sconquassa
fa cadere Umberto e il Trota
poi cade Rosi in rosa quota
cade Boni e anche Belsito
cade Rizzi ma sta ritto
abbronzato al Pirellone
Formigoni, il gran campione.
Se io fossi della Lega
(non lo sono, ma per dire)
M’importèrebbe ‘na sega
Strapperei la tesserina
E scivolerei in sordina
Tra il trambusto dei partiti
Che si sono fatti ricchi
Coi rimborsi elettorali
E non tirerei più strali
Su di Roma, lupa buona
Appellata la ladrona
Che lo sarà ma non con loro
Visto che li riempie d'oro
Di diamanti e di lingotti
E i padani, assai oculati
Non li investon nei mercati
Dell’antico continente
Ma li portano in oriente
Anzi, meglio in meridionia
Ben più a sud della terronia
Vanno dritti giù in Tanzania
Ad aumentar la loro smania
Di danari e di potere
Dimenticandosi  il dovere
Di servire la nazione
Con lo cui bel tricolore
Ci si nettan lo sfintere.
Ma ecco che li sul più bello
Mentre trattan con la banca
Lo direttore allo sportello
Blocca tutto e fa:
“Questo affare puzza.
E non sto parlando della bandiera. Per quanto anche quella...
E adess va a laurà, barbùn!”
Perché il direttore era Tanzaniano, ma aveva studiato alla Bocconi.

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