martedì 12 giugno 2012

Dopo il pareggio dell'Italia con la Spagna, Napolitano nello spogliatoio azzurro abbraccia Buffon ed esclama: “Bella prova, mi sia consentito dire con viva e vibrante soddisfazione, ma s'era detto che si perdeva, ci ho rimesso diecimila euri, porco cazzo”. Riflettendo sull’italiota riluttanza al ragionamento, si giunge a comprendere che un europeo di calcio è strategico nell’ottica del contenimento della tensione sociale, e che se una persona è schiava dentro, è inutile liberarla fuori. Viste le premesse, lo pezzo non potrà che esser caustico


L’europeo dello pallone spazza via come ciclone
La calciopoli italiana e una vecchia tramontana
soffia lungo lo stivale alleviandoci ogni male.
Quando rotola la sfera, l’italiano ancora spera.
La tribù di sfegatati, di tifosi e di invasati
di massaie ed avvocati, di precari e pensionati
di operai ed imprenditori, di starlette, cantanti e attori
sogna attorno allo pallone, solo orgoglio di Nazione
schiava dello malaffare e ora in mano al Professore
che mentre noi tifiam Cassano, ce lo piazza dentro l’…
qui la rima fa difetto, ma se usiamo l’intelletto
non sarà certo complesso risalire al solar plesso:
il centro del potere
a ben vedere
è detenuto da poche persone
che collocando culi altrui sulle poltrone
dominano come pastori-tiranni
sterminate greggi di pecore-cittadini
la sfera di pelle ci porta tra le stelle
arma di distrazione di massa
rende dolce l’imu mentre Pirlo passa
passa la palla a Balotelli che segna
e durante la partita l’italiano sogna
sogna di veline, sogna Porto Cervo
sogna l’iPhone5, il prototipo del servo
che svende i suoi diritti, svende la dignità
svende la cultura, svende la verità
tutti quanti ci indignamo poi la dea televisione
suggerisce a che pensare stemperando la tensione
con la testa dentro il culo, il birroncino fresco in mano
il mio prossimo è il nemico, questo è il pensiero insano 
ma che segni Balotelli, Di Natale oppur Cassano
il nemico dell’Italia è soltanto l’italiano.

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