giovedì 11 aprile 2013

Il pezzo di oggi parte da un tema squisitamente politico, ma non intendo darvi troppi elementi, preferisco che ragioniate sul susseguirsi di rime che ora vi presento. Partirò quindi da un fumoso titolo che non vi darà alcun elemento pratico di valutazione, per poi sviluppare con calma il discernimento, andando a parare alla consueta disamina sulle bizzarre dinamiche sociali che contraddistinguono il nostro schizofrenico Paese, espletantisi nel mammasantissima dei talent show nostrani

Titolo (fumoso e volutamente privo di elementi valutativi)

“Renzi, hai rotto i coglioni”

Svolgimento

Ma se proprio ti piace far l’uomo di destra
Perché stai affacciato alla stessa finestra
A cui si affaccia anche il vecchio Pierluigi
E non vai ad offrire i tuoi preziosi servigi
Al nano fugaprocessi dal cranio vulcanizzato
E la smetti di fare l’indignado e l’incazzato
Anche se fai finta di niente si sente l’odore
Di chi per Firenze andò a casa dell’imperatore
Odore nauseabondo di inciuciator scortese
Che fa i conti ai cittadini come li fanno le imprese
Sei andato pure dal marito di Costanzo
Vestito da ggiovane con atteggiamento “ganzo”
Pronunciando un discorso qualunquista e nebuloso
Proprio come quel programma, che è pure contagioso
Perché chi lo sta a guardare divien decerebrato
Anzi, forse lo è sempre stato.

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