giovedì 18 aprile 2013

Morti di serie A e di serie B

 
Le esplosioni e i tre morti alla maratona di Boston vanno in prima pagina. Le quotidiane esplosioni, morti e feriti in Afghanistan o in Iraq non superano il trafiletto in “cronaca dal mondo”. Ennesima dimostrazione che esistono morti di serie A e morti di serie B. Obama tuona: “Chiunque sia stato, pagherà”. Però quando si tratta di morti causati dai soldati statunitensi, si limita a scoreggiare di un: “Incidente tragico e scioccante”. Si Barak, ma la firma per armare la mano di quei soldati l’hai messa tu. In Afghanistan dal 2001 sono morti circa, (ma è chiaramente una stima) 61mila esseri umani, la maggioranza dei quali erano bambini. La guerra in Afghanistan continua, senza che nessuno si degni di spiegare perché. In Iraq dal 2003 ci sono state 130mila vittime. Si tratta semplicemente di guerre per il possesso dell’energia e per la vendita delle armi, e si combattono sulla pelle degli abitanti di quelle terre. Martin Richard, il bambino di 8 anni ucciso a Boston dalla deflagrazione di un ordigno rudimentale, vale esattamente quanto ciascun bambino Afghano o Iracheno, ma lui finisce in prima pagina; ne conosciamo nome e volto, ci concediamo anche di commuoverci a sentirne la storia di piccolo pacifista. Solo nel 2011 in Afghanistan sono stati uccisi 1756 bambini. Provate ad immaginare 1756 Martin Richard massacrati, accatastati uno sull’altro. Ora immaginate intorno a questa tragica e inerme catasta di carne senza vita, 3500 tra uomini e donne che gridano al cielo il proprio dolore. Immaginate un quadro del genere, se riuscite a sopportarne la vista. Non ci riuscite? Nodo in gola? Nausea? Cefalee? Siamo occidentali, prendete una pillola e voltatevi dall’altra parte. Ricordiamoci però che queste cose succedono proprio perché troppo spesso ci rifiutiamo di sapere, di capire, di guardare. Ah, l’Afghanistan e l’Iraq erano solo un esempio. Al momento, nel mondo, sono in corso 31 conflitti. Ricordiamocelo, ogniqualvolta un candidato alla guida dell’Italia si presenterà senza schierarsi radicalmente contro lo schifo chiamato guerra.
  
Ora per divertirci, facciamo un po’ di rime contro gli Ammeregani, ma ricordiamoci che gli aerei con le bombe decollano anche dall’Italia.

Obama il presidente pacifico
Tuona contro gli attentati
Ma dimentica i soldati
Che ha mandato oltre Pacifico

Premio Nobel per la pace
In sua patria non vuol l’armi
Perciò manda i suoi gendarmi
Percuotentisi il torace

Ad uccidere e si sforza
Di mostrar che la sua forza
È pacifica e allor sferza
Tutti a ritemprar la scorza

Della gente americana
Foderando al paraocchi
I concittadini sciocchi
Con la guerra in terra Afghana

Spara e ruba, questo è il sol motto
Mascherato da missione
Per la pace e la nazione
Bei weekend con più di un morto

Ma non si può far per sempre
Prima o poi, sai, Presidente
Che qualcuno esce di testa
E verrà a farvi la festa

È già successo, era settembre
E l’allora Presidente
Intelligente come un criceto
Ha firmato un bel decreto

Dichiarando che di fatto
Tutto il mondo era in reato
Contro sua Nazione e via
A esportar democrazia

Con soldati e mitragliette
A sporcare le magliette
Con il sangue degl’innocenti
Nominando intelligenti

Delle bombe progettate
Per disintegrare umani
Da ingegneri che un domani
Guarderanno il proprio figlio

E diranno:
Veglio, e voglio
Ché tu possa perpetuare 
la mia scienza
ed in coscienza
io ti dico soddisfatto
ne ho dovuto far esplodere di bambini
per vederti laureato.
Congratulazioni.

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