lunedì 15 aprile 2013

Nel frattempo, dall’altra parte del mondo, si gioca a “Chi la sgancia più grossa”, con Kim Jong Un, pettinato per l’occasione con dei petardi dalla nonna cieca, intento a minacciare tutto l’universo mondo al grido di: “Naneun deo isang pogtan-eul gajigo” (Io ce l’ho più lunga, la bomba). Dall’altra parte, pronti a rispondere colpo su colpo, abbiamo i paladini del mondo, gli Ammeregani, che al grido di: “Le armi le proibiamo dentro in nostri confini, figuratevi fuori. E chi non è d’accordo, lo bombardiamo” intendono riportare la calma cosmica sui loro traffici. I giapponesi, memori di Hiroshima e Nagasaki, hanno subito telefonato a Kim per suggerire posizioni più morbide, al grido di: “Anata no bakuchiku wareware wa gānisshu kansha-sai ni shichimenchō o motsu mono, soshite watashi wa anata no o shiri o sore o tsukidasu yo” (“Quelli con le tue micette ci guarniscono il tacchino nel giorno del ringraziamento e poi te lo infilano su per il culo”). In mezzo a tutto questo delirio da sterminio generale, si segnalano, in ordine di apparizione: Bashar al-Assad che si è ricordato di non aver ancora ucciso tutti i suoi concittadini e il buon Papa Cesco, che continua a deliziarci con la pratica del bacio al bambino in piazza e che a colpi di borghesissimi “Buon Appetito” ci ricorda che: “Si ho capito i deboli, gli oppressi e gli affamati, ma a una certa ora c’ho fame, non c’è Cristo che tenga”. Amen



Kim Jong Un, il cattivone
Si è prefisso una missione
“Rompo il cazzo al mondo intero
E se non mi fanno nero
Mi ringrazian con gli aiuti
E giù al sud stan tutti muti
Che li frego anche stavolta
E mi becco soldi e fama”.
Ma se il piano non va bene
Soffrirà certo le pene
Il suo popolo, non lui
Che i miliardi li ha, per cui
Io Lo lascerei cantare
Suggerendo sol dove andare
No, non dove pensate voi
Semplicemente…dal barbiere.

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