venerdì 17 maggio 2013

Ieri sera sono andato a vedere il film sperimentale “Il Rosa nudo”, del regista sardo Giovanni Coda. Settanta minuti durissimi e delicatissimi, sospesi tra immagini poetiche e frammenti di disperazione, con la voce fuoricampo che narra in prima persona la vicenda umana di Pierre Seel, un giovane francese deportato, imprigionato e torturato dai nazisti nel campo di concentramento di Schirmeck durante la seconda guerra mondiale. La sua colpa fu quella di essere omosessuale. Colpa identica a quella del suo compagno, fatto sbranare dai cani nello stesso campo di sterminio. In Italia, ancora oggi, nel 2013, ci sono molti movimenti, associazioni e partiti politici che si rifanno ai cosiddetti “ideali” del fascismo. Voglio privarli subito di qualsiasi buona motivazione, quindi citerò in ordine alfabetico (rigoroso, come piace a loro): mandibola volitiva, scuole che non crollano, treni in orario. Per il resto, il fascismo era ed è merda pura.

 

Voglio iniziar sdrammatizzando

Il poemetto di stasera

Il fascismo è, ed era

MERDA!

No scusate, sto scherzando

Avevo detto “sdrammatizzando”

Quindi la rima qui più corretta

Schietta semplice e diretta

Tesa come fosse corda

Era ed è, e sarà sempre

MERDA!

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