giovedì 30 maggio 2013

Parlando di libertà

 

L’altro giorno è morto Don Andrea Gallo, che assieme ad altri italiani combatté per la libertà di tutto un popolo. Quest’oggi Silvio si dota, figurativamente, di esercito, e l’Italia sta a guardare, fingendo di non sentire uno strano prurito. Come al solito, pur di difendere l’indifendibile, si fa scempio della parola “libertà”, lordandola di significati lontani dal suo etimo e sconsacrandola una volta di più. Esercito e libertà, di solito, sono termini che non vanno tanto d’accordo. Voglio evitare di considerare la cosa come l’ennesima pagliacciata, visto che a furia di pensarla in questo modo, l’Italia si è purtroppo ridotta ad un circo. Ciononostante, da buon cittadino quale io sono, eviterò di esprimere giudizi critici sulla manica di decerebrati che ne faranno parte.
E anche questa è una bella libertà.

L’esercito della Libertà
Dopo breve gestazione
Arriva in città
E promette rivoluzione
Silvio duce i Prodi
E già questo è parecchio ilare
Se non fosse che in parlamento
C’è egual inciucio esemplare
Uno di fianco all’altro
Siedono infatti sorridenti
Due figli di anomalo parto
Due uomini eccellenti
Uno emanazione del capo
L’altro nipote di sua emanazione
Per cui vada come vada
Lo prenderà in culo la nazione

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