domenica 28 luglio 2013

Banane, colori, costole e sputi


Tirano banane contro una donna rea di avere il colore dell’epidermide più scuro del loro. Non voglio discutere sulla scelta, perché non conoscendo le più profonde motivazioni che muovono queste persone, non vorrei dare giudizi affrettati. Ad un’analisi sommaria potrei pensare che si tratti di subumani decerebrati, ma così facendo, per quanto appena scritto, mi macchierei di superficialità e qualunquismo. Mi chiedo però quale sia il parametro cromatico oltre il quale scatta la molla del complesso meccanismo mentale che spinge un essere umano a dotarsi di frutto esotico per tirarlo contro il suddetto bersaglio. Nero? Banana. Marron scuro? Banana. Bronzo? Qui diventa difficile. I nostri connazionali abituè del mare e patiti dell’abbronzatura raggiungono spesso questa doratura superficiale. Si espongono quindi all’odio viscerale dei difensori della cromia? Non so. In ogni caso il gesto è a difesa dell’italica razza, così dicono. Allora perché tirare le banane, frutto certamente non coltivato nella penisola? Tirino le mele valdostane, uva Cannonau di Sardegna, tirino, che so io, arance Tarocco sicule. Non vorrei che nel discriminare seriamente e coscienziosamente una persona, si cada nell’imperdonabile errore di associare l’odio italico a un prodotto extracomunitario. Il fine sarebbe certamente corrotto dal mezzo. La banana, come boomerang, andrebbe in culo a quelli che l’hanno tirata a scopo denigratorio. Mi spiegano che la banana viene tirata a significare che il bersaglio, a causa del colore della sua pelle, è paragonabile ad un primate. La cosa si complica: allora si denigra la scimmia, dalla quale noi umani discendiamo? Si denigra la progenitrice? Nemmeno. Mi spiegano che l’azione è portata avanti da difensori della razza italiana,  che, tra altre brillanti  iniziative e bizzarre discriminazioni, identificano nella Chiesa Cattolica la propria guida spirituale, e per tale motivo non credono nell’evoluzione, ma nel creazionismo. Loro sono discendenti di un tizio nato da fango e sputi che ha generato due figli unendosi carnalmente ad una sua costola, figli maschi che a loro volta si sono accoppiati con non si sa chi, visto che erano gli unici sulla terra, dando origine all’umanità. Non fa una piega. Ora ho capito. Da gente così il ragionamento più profondo che possa aspettarmi è un lancio di banane per esprimere diniego verso un colore.

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