lunedì 25 maggio 2015

Pensiero #6

Il cosiddetto Isis, arrivato alla ribalta mondiale per sostituire il marchio Al Quaeda, ormai liso e poco attraente, altro non è che una testa d’ariete creata dai governi occidentali, Stati Uniti d’America in primis, per accedere al controllo dei pozzi petroliferi del Medio Oriente. Le notizie sono tutte, volutamente, confuse, frammentarie, false. Le poche foto e video ritraggono alcune decine di pick up con sopra invasati festanti con l’onnipresente kalashnikov in mano, vestiti come se stessero andando al mercato del pesce a fare la spesa. Le compagnie di caccia del mio paese, schierate la domenica mattina, sono meglio armate e fanno decisamente più paura. Le cronache di guerra (??) raccontano di continue decapitazioni, parlano di assedi a città storiche che durano per settimane o mesi. Nessuna foto o video, da dentro o fuori le mura, arriva a noi. Nessuno ha visto alcuna decapitazione eseguita su persona viva. Mi chiedo per quale motivo questi brutali assassini debbano risparmiarci l’orrore di una persona sgozzata che agonizza, se è vero che lo scopo dei terroristi è terrorizzare? Nell’era digitale è impensabile non avere informazioni dettagliate, soprattutto se noi siamo i buoni supertecnologici e loro i cattivi trogloditi. Le quotidiane notizie di distruzione di opere d’arte, città sacre, siti archeologici, riportate pedissequamente da tutte le testate giornalistiche su imbeccata di alcune agenzie americane, non sono supportate da alcuna testimonianza foto o video. Le poche che giungono a noi sono palesemente false, riportano calchi in gesso o strutture in cemento armato distrutte da picconi. In compenso, l’opinione pubblica della parte del mondo che conta non ha dubbi: vanno attaccati e distrutti. I governi sono così legittimati a furor di popolo ad intervenire, e l’allegra macchina da guerra occidentale, ancora una volta capeggiata dagli americani, si reca a far benzina gratis inscenando una guerra di religione. Vecchia tattica ma sempre efficace.

martedì 19 maggio 2015

Pensiero #5

Il sistema scolastico segue una logica di qualità o di quantità? Addestrando tutti allo stesso modo, inquadrando tutti secondo una linea media e schiacciata verso il basso, non si rischia di creare semplicemente dei cittadini pronti a diventare ingranaggi di un sistema produttivo iniquo? In un’Italia allo sbando, sarebbe utile cancellare le ore di religione cattolica, anacronistica in uno stato laico, per sostituirle con ore di educazione civica, ore di diritto inteso anche come dovere, rispetto delle diversità, perché tutti siamo diversi nella nostra uguaglianza. L’ignoranza volgare e la prevaricazione sono ormai endemiche, metastasi estese in tutti gli strati sociali. Alcune generazioni sono perse, solo ripensando una rinascita condotta dall’infanzia si potrà rifondare un popolo moderno, solidale, libero.

sabato 16 maggio 2015

Pensiero #4

Le cose girano male tutte assieme. E’ una sensazione o succede veramente? Lo scoramento e la negatività attirano solo altra negatività? Suggestione, sicuramente, ma è doloroso.

mercoledì 13 maggio 2015

Pensiero #3

Erri De Luca sta subendo un processo sulla libertà di espressione. Nello Stato della corruzione, della mafia al potere, dell’inciucio, si pretende di imbavagliare una voce libera, perché scomoda. Il fatto che, parere personale, il 90% degli italiani siano dotati di capacità intellettive insufficienti per poter costituire una società civile, rende molto semplice il compito di chi vuole silenziare le voci dissonanti.

giovedì 7 maggio 2015

Pensiero #2

Lo seguo a distanza dissimulando attenzione per le offerte 3x2, lui imbocca la corsia biscotti-dolciumi, io attendo ancora qualche secondo all’uscita di pasta-condimenti. Si muove disinvolto. Camicia ben stirata, giacca in fustagno, scarpe scamosciate, pantaloni rossi a costine, occhiali da sole da motociclista vecchia scuola. I capelli bianchi sono ancora folti, la cartilagine delle orecchie tradisce l’età. Ha certamente più di settant’anni. La sua vittima si distrae, chinandosi per scegliere un deodorante no alcool-no macchie tra le decine a disposizione, lui scatta in avanti e spinge il carrello confondendosi tra le persone in fila alla cassa. La donna si rialza e non vede il suo carrello, si volta, mi guarda, io prendo tra le mani una scatola di tonno da 500 grammi, fingendo interesse per lo stabilimento di produzione. Osservo il ruba-carrelli da un mese, esattamente da quando mi hanno assunto in questo supermercato. E’ un abitudinario, viene a trovarci ogni mercoledi tra le 13:30 e le 14:00, l’orario che conta meno clienti e garantisce file in cassa nulle o molto brevi; segue soprattutto donne tra i cinquanta e i sessant’anni, prende solo carrelli con dentro pochi articoli, paga in contanti e si allontana

lunedì 4 maggio 2015

Pensiero #1

Riasfaltano la strada. L’odore del catrame caldo è penetrante, quasi inebriante. Pensieri alternati di rinnovamento e inquinamento. Mi capita di immaginare la mia quotidianità osservata dall’alto, come dal potente obiettivo di un satellite. Gli spostamenti sono quasi sempre gli stessi. Casa-lavoro-casa-birra-amici-spesa-varie. L’area di manovra è abbastanza circoscritta. In teoria, avendo un lavoro, un conto in banca e un’auto, non dovrei avere grossi problemi ad allargare l’orizzonte. Icaro senz’ali, mi muovo intersecando le linee di spostamento di altre migliaia di persone, tutti a testa bassa a rincorrere qualcosa, formiche soldato, ma l’impressione che traggo da quest’osservazione satellitare è che il moto sia ordinatamente caotico, inutilmente preciso, entro corsie predeterminate. Ogni tanto qualcuno le asfalta, traccia candide strisce di mezzeria, pianta cartelli più chiari su diritti e doveri. La sostanza non cambia.